Premio Officina Teatro 2007
di ozarzand (15/12/2007 - 22:21)

Sabato 15 Dicembre alle 12.00, si è svolta nel Teatro di Arsoli la cerimonia di premiazione del
PREMIO NAZIONALE DI DRAMMATURGIA
“OFFICINA TEATRO” 2007
Associazione Culturale Marte 2010 - Regione Lazio, Ass.to alla Cultura, Sport e Spettacolo.
Giuria: Gianfranco Calligarich (presidente), Gianni Guardigli, Mauro Mandolini
I Premio a
Càuru
di Francesco Randazzo
Retablo siciliano ispirato al “Trionfo della Morte” di Anonimo del XV secolo, conservato al Museo Abatellis di Palermo, contrapposto al piccolo luminoso volto dell’Annunziata di Antonello da Messina.
Un retablo di scene emblematiche sulla Sicilia, la Mafia e la Giustizia, il senso tragico dello scontro sociale e morale di una comunità che lotta contro un cancro al suo interno. La frammentazione e l’ aberrazione del senso di appartenenza, il riferirsi a concetti morali e persino religiosi comuni tra i i giusti e gli ingiusti, mostrano l’ evidenza drammatica di una comunità in guerra con sé stessa.
Quindici quadri, composti come sequenze visuali, sonore e d’azione che compongono un grande affresco, cercando, attraverso contraddizioni del pensiero, atrocità della violenza, anelito indefesso alla speranza, con l’emozione fredda della scrittura cinica e consapevole, che si fa nel percorso drammaturgico calda ed a volte scioccante, un'aspirazione all’etica ed alla morale perdute.
Un retablo di scene emblematiche sulla Sicilia, la Mafia e la Giustizia, il senso tragico dello scontro sociale e morale di una comunità che lotta contro un cancro al suo interno. La frammentazione e l’ aberrazione del senso di appartenenza, il riferirsi a concetti morali e persino religiosi comuni tra i i giusti e gli ingiusti, mostrano l’ evidenza drammatica di una comunità in guerra con sé stessa.
Quindici quadri, composti come sequenze visuali, sonore e d’azione che compongono un grande affresco, cercando, attraverso contraddizioni del pensiero, atrocità della violenza, anelito indefesso alla speranza, con l’emozione fredda della scrittura cinica e consapevole, che si fa nel percorso drammaturgico calda ed a volte scioccante, un'aspirazione all’etica ed alla morale perdute.
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