Archivio Settembre 2007
DIDONE ERRANTE - Il film
di ozarzand (30/09/2007 - 11:35)

Cari amici,
nei prossimi mesi io e i miei "Ostinati" produrremo il film di mediometraggio "Didone errante", liberamente tratto dall'omonimo testo e spettacolo teatrale, protagonista Giorgina Cantalini. Il tema musicale principale sarà di Calogero Giallanza, flautista e compositore. Un cast tecnico e artistico di giovani professionisti collaborerà alla realizzazione del film, in testa: Monica Mariotti (produzione esecutiva) e Giuliano Capozzi (fotografia e riprese).
Il progetto ha un sostegno finanziario parziale dall'Imaie. Per riuscire a coprire la quota di produzione ancora scoperta vi chiediamo di prenotare una copia dal sito produzionidalbasso.it, ci sosterrete e sarete coproduttori del film! Tutto ciò comprando anche una sola copia... ma anche di più, se volete o potete.
È una forma di autoproduzione democratica che sta aiutando piccole produzioni indipendenti come la nostra, favorendo lo sviluppo e la ricerca, per un' arte indipendente e libera, fuori da meccanismi politici e di mercato omogeneizzato.
Se volete essere dei nostri cliccate sul link seguente per leggere la scheda del progetto ed eventualmente fare la vostra prenotazione:
http://www.produzionidalbasso.com/pdb_228.html#
Sostenete il nostro entusiasmo con il vostro.
Grazie!
WOW!
di ozarzand (28/09/2007 - 13:26)
Rinnovati nella grafica e nei contenuti il mio sito e quello degli Ostinati.
Troverete news, audiofiles, video, scritti, spettacoli, stages, etc...
Fatevi un giro!
nel mio sito c'è anche un guestbook, lasciate un commento...
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Una maglietta rossa per la Birmania
di ozarzand (28/09/2007 - 11:10)
In tutto il mondo, venerdì 28
Una maglietta o un nastro rosso in sostegno della Birmania. E' laparola d'ordine che corre sui blog e sui cellulari, una catena di sms per un gesto di solidarietà a favore dei monaci buddisti e del popolo birmano.
Questo è l'invito che sta circolando in queste ore via sms: 'In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please forward!' (a sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa).
Una maglietta o un nastro rosso in sostegno della Birmania. E' laparola d'ordine che corre sui blog e sui cellulari, una catena di sms per un gesto di solidarietà a favore dei monaci buddisti e del popolo birmano.
Questo è l'invito che sta circolando in queste ore via sms: 'In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please forward!' (a sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa).
IL PRIMO AMORE al FicarraFestival il 23 settembre
di ozarzand (21/09/2007 - 13:44)

Si svolgerà il 23 e il 24 settembre 2007 a Ficarra presso il Palazzo Baronale, la prima edizione del “FICARRA FESTIVAL”.
Il festival prodotto dalla nucciarte produzioni in collaborazione con l’amministrazione comunale, è inserito all’interno delle manifestazioni del giubileo di Ficarra, con il patrocinio del ministero per i beni e le attività culturali, della presidenza del consiglio dei ministri, e della presidenza del consiglio della provincia di Messina.
Il Festival ideato e diretto dal regista Francesco Lama, propone un importante rassegna di cortometraggi; Indovinello Veronese di Marcello Trovato, Moka di Mariano Fiocco, Grandi Dolori da nulla di Francesco Lollo, Il primo amore di Francesco Randazzo, il caso Ordero di Marzio Mirabella (vincitore del Milazzo Film Fest 07), Maschere di Salvatore Arimatea, 8 Novenbre 1943 di Salvatore Allocca e Scegli di Matteo Cinque.
Nella prima serata del festival verrà presentato in anteprima il film documentario “Luce Verticale, Rosario Livatino il martirio “ di Salvatore Presti, e seguirà un incontro dibattito al quale parteciperanno l’On.le Rita Borsellino, la Prof. Ida Abbate e Salvatore Presti, sempre il 23 settembre un omaggio sarà dedicato all’attrice Isabel Russinova.
Il 24 settembre verrà presentato il cortometraggio fuori concorso di Francesco Lama dal titolo “Fiori nel vento, fantasie di una poetessa”. Durante la serata ci sarà l’intervento musicale dei Carmina Solis. Inoltre un omaggio sarà dedicato al regista Pasquale Scimeca e verrà presentato in anteprima il film Rosso Malpelo. Sarà quindi assegnato il premio del pubblico per il miglior cortometraggio e il premio per il miglior attore o attrice della giuria del festival. Il festival è presentato dalla giornalista Clara Salpietro.

Il festival prodotto dalla nucciarte produzioni in collaborazione con l’amministrazione comunale, è inserito all’interno delle manifestazioni del giubileo di Ficarra, con il patrocinio del ministero per i beni e le attività culturali, della presidenza del consiglio dei ministri, e della presidenza del consiglio della provincia di Messina.
Il Festival ideato e diretto dal regista Francesco Lama, propone un importante rassegna di cortometraggi; Indovinello Veronese di Marcello Trovato, Moka di Mariano Fiocco, Grandi Dolori da nulla di Francesco Lollo, Il primo amore di Francesco Randazzo, il caso Ordero di Marzio Mirabella (vincitore del Milazzo Film Fest 07), Maschere di Salvatore Arimatea, 8 Novenbre 1943 di Salvatore Allocca e Scegli di Matteo Cinque.
Nella prima serata del festival verrà presentato in anteprima il film documentario “Luce Verticale, Rosario Livatino il martirio “ di Salvatore Presti, e seguirà un incontro dibattito al quale parteciperanno l’On.le Rita Borsellino, la Prof. Ida Abbate e Salvatore Presti, sempre il 23 settembre un omaggio sarà dedicato all’attrice Isabel Russinova.
Il 24 settembre verrà presentato il cortometraggio fuori concorso di Francesco Lama dal titolo “Fiori nel vento, fantasie di una poetessa”. Durante la serata ci sarà l’intervento musicale dei Carmina Solis. Inoltre un omaggio sarà dedicato al regista Pasquale Scimeca e verrà presentato in anteprima il film Rosso Malpelo. Sarà quindi assegnato il premio del pubblico per il miglior cortometraggio e il premio per il miglior attore o attrice della giuria del festival. Il festival è presentato dalla giornalista Clara Salpietro.

Retablo al Castello Odescalchi di Bracciano
di ozarzand (09/09/2007 - 23:03)


Venerdi 14 Settembre 2007
OpereFestival
Castello Odescalchi di Bracciano
h.23.30 - Sala del Granaio
Retablo
affabulazione dal romanzo
di Vincenzo Consolo
con
Francesco Randazzo
Emanuela Trovato
Calogero Giallanza (flauto traverso)
Alida Ratto (pianoforte)
Drammaturgia e Regia di Francesco Randazzo
Produzione: Ostinati officina teatro & musica
Biglietti: Interi €.18,00 - ridotti €.13,00
Vendita: dal 13 settembre
Biglietteria del Museo
Castello Odescalchi di Bracciano

«Retablo», recita il dizionario, è «l'insieme di figure dipinte o scolpite, rappresentante in successione lo svolgimento d'un fatto, d'una storia». Appartiene quindi, la parola, alla sfera della pittura e in questa sfera la sentii suggestivamente riproposta da Roberto Longhi che, parlando di Antonello da Messina (il pittore che doveva ispirare con un suo ritratto un altro mio racconto: Il sorriso dell'ignoto marinaio), chiamava retablos le fiancate dipinte del carretto siciliano. Ma scoprivo la parola caricata d'altro senso ancora più suggestivo navigando per lo sconfinato mare, ricco d'avventure e di miracoli, del Don Chisciotte di Cervantes: qui le figure del retablo si sciolgono dalla loro fissità pittorica, abbandonano la sacralità della rappresentazione e si mettono a far teatrino profano, spettacolo popolare. Don Miguel, il grande ironico, centrava poi il tema del retablo in un intermezzo teatrale, El retablo de las meravillas: metafora dell'arte come illusione. Ma illusione necessaria per fugare il sentimento della fugacità della vita e del dolore. Siamo, come si vede, alla sorgente della favola, del racconto: siamo a Shaharazàd che nelle Mille e una notte racconta all'infinito per sfuggire alla morte. (…)
La parola retablo (parola oscura e sonora, che forse ci viene dal latino retrotàbulum: il senso, per me, dietro o oltre le parole, vale a dire la metafora) l'ho assunta nelle varie accezioni: pittorica, shahrazadiana, cervantesiana... E a Cervantes ho carpito anche i topoi della coppia e del viaggio o della coppia in viaggio. A Cervantes, ma anche a tutti i viaggiatori del Settecento in Sicilia, fra cui, il più famoso, Goethe. Nel mio Retablo i viaggiatori sono il pittore milanese Fabrizio Clerici e il servitore palermitano Isidoro, l'uno che si specchia nella follia amorosa dell'altro, nell'amore come passione, nell'amore come dannazione per due donne sfuggenti, irraggiungibili: rispettivamente per dona Teresa Blasco (che sposerà Cesare Beccaria) e per la bellissima Rosalia (che avrà ricchezza e fama come cantante).
Retablo è un viaggio nei luoghi "antichi" di Sicilia, un viaggio nel tempo e nella storia, ma è anche un viaggio nella natura e nella cultura. E della cultura, oltre che i resti archeologici di città come Segesta, Selinunte, Mozia, fanno parte anche i resti linguistici: il racconto è quindi anche un'esplorazione delle stratificazioni linguistiche dell'Isola. È strutturato infine, Retablo, proprio come un polittico: due portelli-racconto laterali e speculari (quelli di lsidoro e Rosalia, che citano però anche un contrasto d'amore della Scuola poetica siciliana); una pala centrale (il racconto-diario di don Fabrizio); una predella (pagine di un racconto che fanno da supporto a pagine di un altro racconto).
Vincenzo Consolo
Interpretare un romanzo, un romanzo come Retablo, racconto di amori ad incastro, visione di visioni sovrapposte, voci su voci, corpi concreti di parole concatenate in frasi di polifonica fattura, ammaliante musicalità, è senza dubbio una sfida di grande portata. Eppure Retablo ci ha intrigato e ci stimola alla prova. Il nostro spettacolo ha in fondo la semplice, spartana volontà di rendere vivo in teatro un testo, un discorso, delle storie, le sue atmosfere sonore, le sue visioni di sogni e realtà in continuo inestricabile intreccio: un mondo che dalla pagina si tragga e plasmi in un terso, appassionante cuntari, detto, suonato, agito, che arrivi al pubblico come un dono di qualcosa o qualcuno, che appare per magia e così come apparve, infine, per altra magia, scompaia. Lasciando l’aria più tersa. Il pubblico partecipe di un sorriso, una punta di nostalgia, il sottile brivido della bellezza.Francesco Randazzo







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