Il poeta e il politico

Salvatore Quasimodo
Lettura Nobel, Dicembre 11, 1959
Ci può essere un coordinamento fra il politico e il poeta? Forse dove esistono delle società in formazione, ma mai sul piano della libertà assoluta. Nel mondo contemporaneo il politico assume vari aspetti, ma non sarà mai possibile un accordo col poeta, perché uno si occupa dell'ordine interno dell'uomo e l'altro dell'ordinamento dell'uomo. L'ordine interno dell'uomo può coincidere, in una data epoca, col desiderio dell'ordinamento-costruzione di una nuova società.
(...)
L'intelligenza creativa è stata sempre ritenuta un contagio mortale. Di qui le varie ragioni del mecenatismo delle corti medioevali — i premi cavaliereschi o mansuetamente eroici, le interminabili fiorettature di madrigali - mecenatismo che si è trascinato fino alle soglie del nostro secolo, quando, in virtù di una potenza riflessa dell'intelligenza, la borghesia costruiva il suo stato di libertà. Qualcuno potrebbe osservare, risalendo nel tempo, che Piatone, quale architetto di uno Stato ideale, escludeva da questo i poeti, come elemento di disordine (o di ordine, si dovrebbe dire, considerando la loro possibilità di scardinare una società ordinata su basi antidemocratiche) ma l'ostracismo del filosofo non era che un'altra forma d'elusione.
Oggi il poeta è libero? È libero, secondo le società che lo esprimono, o il continuatore di illuminazioni pseudo-esistenziali, il decoratore dei placidi sentimenti umani, o chi non scende profondamente nella dialettica del proprio tempo per timore politico o per inerzia. Era libero, nel Quattrocento, per esempio, Angelo Poliziano, che in una delle Stanze per la Giostra di Giuliano de' Medici con cautela fa andare alla messa domenicale una ninfa confusa in mezzo alle dame secolari, ma non Leonardo da Vinci, scrittore di altro genio. Qui libertà assume il suo vero significato: il consenso, cioè, da parte del potere politico, consenso che permette al poeta di entrare senza armi nella società. Non erano liberi neppure Ariosto o Tasso, l'abate Parini, Alfieri, Foscolo: la retorica dei sacrificati li pone poi nel tempo fra i continuatori della voce dell'uomo che sembra gridare nel deserto e invece corrode la non-verità.
Ma, a sua volta, è libero il politico? No. Infatti, sono le caste che lo assediano che decidono le sorti di una società e agiscono anche sul dittatore. Intorno a questi due protagonisti della storia non liberi e avversari (nel poeta comprendiamo tutti gli scrittori determinanti di una data epoca) circolano e si avventano le passioni e non c'è quiete che durante una rivoluzione o una guerra: la prima portatrice di ordine e l'altra di confusione. (leggi il testo integrale, clicca qui)
Reading de LA BICICLETTA DI LEONARDO

Affabula Readings
è lieta di invitarvi a
Cinema Corto in Bra
International Festival
per il reading pubblico
del racconto cinematografico
Bar - Pasticceria ARPINO
Via Cavour, 36 BRA (CN)





Ultimi commenti