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ELEZIONI !

di ozarzand (09/04/2006 - 01:17)

da "La Repubblica" di Platone

A questo punto entrò a dire Adimanto:
- Come ti giustificherai, Socrate, se uno obietta che non fai punto felici questi uomini? E ne sono loro stessi la causa, perché sono loro i veri padroni dello stato, ma non ne ricavano alcun profitto; altri, per esempio, posseggono campagne, si costruiscono case belle e spaziose adeguatamente ammobiliate, offrono privatamente sacrifici agli dèi e sono ospitali e possiedono proprio quello che or ora dicevi, oro e argento, e tutti i beni di cui di solito dispone chi vuole essere beato. E invece i tuoi uomini, si potrebbe obiettare, sembrano starsene lì nello stato, come ausiliari a mercede, senza fare altro che presidiare.
- Sì, ammisi, e inoltre lavorare solo per il vitto e, a parte gli alimenti, non guadagnare una paga come gli altri, tanto che, se verrà loro voglia di andare all’estero a proprie spese, non potranno; né fare i generosi con etère né permettersi ogni altra spesa che vogliano, come spendono invece coloro che passano per felici. Questi gravi capi d’accusa, e molti altri consimili, tu li lasci da parte.
- Ebbene, fece, aggiungiamoli pure!
- Tu domandi come ci giustificheremo?
- Sì.
- Secondo me, dissi, troveremo la risposta cammin facendo. Diremo che non ci sarebbe affatto da meravigliarsi che anche così costoro fossero molto felici. Pure, noi non fondiamo il nostro stato perché una sola classe tra quelle da noi create goda di una speciale felicità, ma perché l’intero stato goda della massima felicità possibile. Abbiamo creduto di poter trovare meglio di tutto la giustizia in uno stato come il nostro, e, viceversa, l’ingiustizia in quello peggio amministrato; e di poter discernere, attentamente osservando, ciò che da un pezzo cerchiamo. Ora, noi crediamo di plasmare lo stato felice non rendendo felici nello stato alcuni pochi individui separatamente presi, ma l’insieme dello stato.


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