Ha avuto un lutto?…
Seduto al volante, Walcott fumava una Craven; la pioggia aveva coperto il parabrezza. Con la sua voce dolce, discreta (ma la cui discrezione, tuttavia, non sembrava affatto un segno di indifferenza), gli chiese: “Ha avuto un lutto?…” A quel punto Djerzinski gli raccontò la storia di Annabelle, e della sua fine. Walcott ascoltava, di tanto in tanto scuoteva il capo o sorrideva. Alla fine del racconto rimase silenzioso, accese e quasi subito spense una nuova sigaretta, e disse: “Io non sono di origine irlandese. Sono nato a Cambridge, e a quanto pare sarei rimasto profondamente inglese. Spesso si dice che gli inglesi siano caratterizzati da un sangue freddo e da una riservatezza molto particolari che gli consentono di affrontare con humour gli avvenimenti della vita – ivi compresi i più tragici. È una cosa tanto vera quanto idiota. L’humour non salva; l’humour non serve praticamente a niente. Uno può affrontare con humour tutti gli eventi della sua vita per anni, talvolta per anni e anni, in certi casi può adottare un atteggiamento umoristico fino alla fine; ciò non toglie che comunque la vita riesce a spezzargli il cuore. Quali che siano le caratteristiche di coraggio, di sangue freddo e di humour che uno può sviluppare durante la propria vita, si finisce sempre e comunque col cuore spezzato. E a quel punto si smette di ridere. Alla resa dei conti rimangono sempre e soltanto solitudine, freddo e silenzio. Alla resa dei conti non c’è altro che la morte.”
(da Le particelle elementari di Michel Houllebecq, RL Libri SuperPocket)





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