Da Cristina Book's bar
Per chi ancora non lo sapesse e fosse interessato a Roma
in via Duse 1/e c'è un posto che si chiama Book's Bar,
è un caffè ristorante letterario nel quale tuti i MARTEDI e GIOVEDI sera alle 21.00 c'è la serata dedicata al teatro
durante la quale 8 attori si alternano nell'offrire al pubblico delle "pillole" (riadattate) di piece teatrali o pezzi cinematografici.
Il pubblico nel frattempo mangia e beve ( per una cena con un primo e bevande si spendono circa 15 euro, ma si può venire anche solo a bere un bicchiere di vino)
e per un quartod'ora circa prima e dieci minuti poi può gustare un piccolo show teatrale da parte degli attori.
Insomma una specie di caffè letterario ispirato ai modelli parigini.
Chi volesse venire a vederci può prenotare un tavolo al numero 06/80691468
Il calendario prossimo è :
giovedi 1 dicembre sera:
Fiore di cactus con Dario Tacconelli e Cristina Colonnetti
Martedì 6 e giovedi 8:
Bus stop con Fabio Bezzi e Cristina Colonnetti
Martedi 13 e giovedi 15:
L'orso di Cechov, con Alessandro D'Ambrosi e Cristina Colonnetti
Vi aspettiamo!
inviato da Cristina Colonnetti
Nadia Anjuman
Ecco una nota autobiografica ed una bellissima poesia della giovane poetessa. Con il rimpianto che la sua voce e la sua vita non ci siano più, con la speranza che i suoi versi siano la sua voce per sempre.
Biografia scritta da lei: Nadia Anjuman
Nacqui a Harat negli anni più agghiaccianti della rivoluzione; portai a termine i miei studi in anticipo, di due anni, nella scuola superiore "Mahbubeh haravi". Attualmente frequento il secondo anno della facoltà di Letterature e Scienze Umanistiche dell'Università di Harat. Da quando ho memoria di me so di aver amato la poesia. L'amore per la poesia e le catene di sei anni di schiavitù dell'era dei Talebani, che mi avevano legato le gambe, hanno fatto sì che appoggiandomi alla penna e zoppicando, componessi passi ed entrassi nel territorio della poesia. Il sostegno dei miei amici e di coloro che condividevano i miei stessi orizzonti mi hanno permesso di continuare su questo sentiero, ma... ahimè... tuttora, ogniqualvolta che compongo un nuovo passo, sento il tremore della mia penna e con essa trema anche la mia anima. Forse perché non mi sento indenne, temo ancora di sdrucciolarmi lungo il percorso; è difficile la strada che ho davanti a me... ed i miei passi non sono ancora, abbastanza, fermi.
Ricordi di un tenue azzurro
Voi esiliati della montagna dell'oblio!
Perle, nomi addormenti nella palude del silenzio
ricordi soppressi, ricordi di un tenue azzurro
nella memoria della melmosa onda del mare dell'amnesia
Dov'è la limpida corrente dei vostri pensieri?
La mano di quale mercenario depredò la dorata veste del vostro volto?
In questo tifone partoriente d'oppressione
dove è la timoniera luna, l'argentea barca della serenità?
Dopo questo purgatorio che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore dai rancori
se la figlia della luna si innamora, donerà sorrisi
se il cuore della montagna si intenerisce, nascerà verde erba
feconderà
Uno dei vostri nomi, in cima alle montagne
diventerà sole?
L'alba dei vostri ricordi
ricordi di un tenue azzurro
per i pesci sfiniti dall'inondazione
impauriti dalla pioggia ed oppressione
diventerà la scoperta della speranza?
Voi, esiliati della montagna dell'oblio!
Traduzione di Maryam nel blog: vento d’oriente : copyright e copyleft della traduzione di ventod'oriente. Ringrazio Georgia : per avermi segnalato la bellissima traduzione. Andate sul suo blog per leggere altre belle cose su Nadia.
Uccisa perché poetessa
Nadia Anjuman, di 25 anni, dopo la caduta dei talebani in Afghanistan aveva potuto finalmente veder pubblicate le sue poesie. Il tema dominante della poetica di questa giovane donna era l'amore: casto, talvolta anche mistico. Il marito, in accordo con la madre, ha picchiato selvaggiamente la moglie tanto da ucciderla perché aveva disonorato la famiglia con i suoi versi. L'assassino, che sostiene il suicidio della giovane poetessa, è laureato in letteratura ed è stato già arrestato insieme alla madre dalla polizia di Herat. Al di là della nuova Costituzione che dichiara la parità tra uomo e donna in Afghanistan non si è nuovi a simili atti: lo scorso anno è stata uccisa per strada una presentatrice televisiva perchè il suo show è stato giudicato poco onorevole. Notizia di quest'ultimo assassinio è data da un articolo sul Corriere della Sera odierno.
i versi di Nadia si trovano in questa rivista: BUKHARA MAGAZINE: sono in farsi, ma spero che qualcuno le traduca, e che girino il mondo, sarebbe giusto, doveroso, anche se non potrà mai risarcirla della sua vita barbaramente stroncata, ma che almeno la sua voce continui a vivere.
NO COMMENT
Manovra:Brunetta, giusto taglio Fus
Era una necessita', ma poi si e' fatta mezza marcia indietro
(ANSA) - ROMA, 13 NOV
- Il taglio in Finanziaria del Fondo unico per lo spettacolo era 'una cosa sacrosanta, dice Brunetta (FI), consigliere economico di P.Chigi. 'Quel taglio - ha aggiunto - era una necessita', ma alla fine si e' fatto marcia indietro. Avremmo dovuto dire che per quest'anno il contributo scendeva del 40% e che per l'anno prossimo non ci sarebbe stata una lira. I soldi per fare cultura si destinano alle scuole e per acquistare libri, non a chi detiene l'egemonia culturale'.
Peccato che poi gli artisti e le compagnie che soffriranno di questo assurdo taglio, saranno quelle che non detengono nessuna egemonia, quelle che fanno ricerca, cultura con mille problemi di sopravvivenza e delle quali molte chiuderanno, peccato che questo paese sia in mano a una serie di cialtroni supponenti che sanno solo spacciare propaganda bassa e volgare, demagogia e patetiche battute, populismo bieco e altisonanti proclami…
Reading al TorinoFilmFestival
TORINO FILM FESTIVAL 2005
Affabula Reading/Plot rivista di storie per lo schermo
presentano il Reading
LA BICICLETTA DI LEONARDO
di Francesco Randazzo
Sceneggiatura vincitrice del Premio Sonar Script Open 2005
Storia di un ragazzo che s’ innamora di una bicicletta. Le vicende amorose, divertenti e commoventi insieme, di uno scemo del villaggio in un paesino della Sicilia negli anni “70. Uno sguardo sulla diversità con commovente leggerezza che sconfina nel surreale.
Sabato 12 novembre 2005 alle ore 18.00
presso lo Spazio Meeting Punto del Torino Film Festival,
area pedonale di Via Montebello
Allestimento a cura di Emanuela Currao
Interpreti: Claudio Palumbo e Emanuela Currao





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