tutto scivola lentamente
"Caro m'è 'l sonno, e più l'esser di sasso,
mentre che 'l danno e la vergogna dura
non veder, non sentir m'è gran ventura;
però non mi destar, deh, parla basso."
(Michelangelo Buonarroti, Rime, 247)
Troppe chiacchiere in un Paese ormai sfiancato dal cicaleccio pontificante e moraleggiante di voyers e illusionisti da fiere e circhi d’infima categoria. Il potere ci beffa e ci mortifica ogni giorno mettendo in mostra e in atto scempi di marchiana sordidezza e dannosità che ci rendono sfiancati spettatori, vittime che si autoinfliggono le torture alzando l’audience dell’idiozia. La prossima pandemia pare sarà il virus dei polli, forse è già cominciata e non ce ne siamo accorti. Il contrappasso è evidente. E la voce di Michelangelo sussura ancora versi che stringono il petto, perché riferiti a questo nostro tempo non ci lasciano nemmeno l’illusione che la Notte sia bianco marmo, simbolo di morte e di rinascita, ma soltanto di letargo ed erosione delle menti e dei corpi; tutto scivola lentamente, all’indietro.





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