MIRKAL 2 -2005
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Nil nimium studeo
Nil nimium studeo, Caesar, tibi velle placere,
nec scire utrum sis albus an ater homo.
Non m'importa troppo, o Cesare, di volerti piacere,
né sapere se sei un uomo bianco o nero.
(Catullo, Carmen XCIII)
tutto scivola lentamente
"Caro m'è 'l sonno, e più l'esser di sasso,
mentre che 'l danno e la vergogna dura
non veder, non sentir m'è gran ventura;
però non mi destar, deh, parla basso."
(Michelangelo Buonarroti, Rime, 247)
Troppe chiacchiere in un Paese ormai sfiancato dal cicaleccio pontificante e moraleggiante di voyers e illusionisti da fiere e circhi d’infima categoria. Il potere ci beffa e ci mortifica ogni giorno mettendo in mostra e in atto scempi di marchiana sordidezza e dannosità che ci rendono sfiancati spettatori, vittime che si autoinfliggono le torture alzando l’audience dell’idiozia. La prossima pandemia pare sarà il virus dei polli, forse è già cominciata e non ce ne siamo accorti. Il contrappasso è evidente. E la voce di Michelangelo sussura ancora versi che stringono il petto, perché riferiti a questo nostro tempo non ci lasciano nemmeno l’illusione che la Notte sia bianco marmo, simbolo di morte e di rinascita, ma soltanto di letargo ed erosione delle menti e dei corpi; tutto scivola lentamente, all’indietro.
E minchie sieno
Un giorno trovandosi San Pietro a passare di qua, vide il piazzese che arato il suo campo lo andava seminando:
- O che semini? - gli domandò. :
E quello: :
- Minchie, per chi non ne ha. :
- E minchie sieno - disse San Pietro, facendoci sopra la benedizione.
E alla stagione infatti il campo produsse in abbondanza grandi minchie e rigogliose; e fu lo spasso delle vedove, delle vergini e delle maritate, cui una sola non bastava più.
dai "Mimi siciliani" di Francesco Lanza
Tratto dal forum di Astratti Furori (www.astrattifurori.it)





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