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Fatwa

di ozarzand (14/03/2005 - 01:55)

Leggo su La Stampa di sabato 12 marzo:

Nel giorno del primo anniversario degli attentati di Madrid la Commissione islamica spagnola ha emesso una fatwa contro il leader di al-Qaeda, Osama bin Laden, definito fuori dall’Islam per aver sostenuto quegli attacchi. «Dichiariamo che Osama bin Laden e la sua organizzazione al-Qaeda, responsabili per gli orrendi crimini contro gente innocente, uccisa in modo meschino negli attentati terroristici dell’11 marzo – si legge nell’editto che, come spiegato dal segretario della Commissione, Mansur Escudero, ha valore morale piuttosto che legale – sono fuori dai parametri dell’Islam». Nel ricordare che il Corano vieta ai musulmani di commettere crimini contro gente innocente, la Commissione denuncia che «gli atti terroristici di Osama bin Laden e di al-Qaeda sono oggetto di forte condanna».

La notizia è di grande, enorme importanza, ma è in ottava pagina. In televisione non ho sentito nessuna notizia. Forse m’è sfuggita, forse non l’hanno data o forse l’hanno detta in mezzo a qualche “panino” di notizie, in modo che non risaltasse.

A me pare una notizia da prima pagina o da titolo del telegiornale. Una fatwa è il più alto gesto di condanna nel mondo islamico, l’equivalente (anche più duro e sicuramente più sentito) dell’anatema cattolico. Significa che chi ne è colpito è fuori dal consesso umano e religioso, che è non solo da rifuggire e condannare ma, può essere giustiziato da qualunque credente. Ricordiamo per esempio la fatwa contro lo scrittore … lanciatagli dagli ayatollah iraniani, per la quale fu costretto a vivere per anni in clandestinità e sotto protezione. Per questo il rappresentante degli islamici spagnoli mette più in evidenza la volontà di un atto morale, spostando la fatwa in un’accezione severa ma non violenta. Bin Laden è già in clandestinità, ma adesso comincia a sapere, ufficialmente, che gli islamici possono estrometterlo, impedire che insozzi la loro fede. E dovremmo saperlo anche noi, che l’Islam si muove anche in direzioni di civiltà. Lasciar passare queste notizie, senza dar loro il giusto e doveroso risalto, non aiuta noi a capire il mondo islamico e non aiuta gli islamici a superare la diffidenza verso di noi.
Ricordarsi che venti islamici che manifestano a Bagdad contro i sequestri, valgono quanto un milione di persone che scendono in una città europea, servirebbe ai direttori di giornali e telegiornali a saper riconoscere ad una notizia come questa la grande importanza che ha.

Dalla Sura V del Corano
Al-Mâ'ida

30
La sua passione lo spinse ad uccidere il fratello. Lo uccise e divenne uno di coloro che si sono perduti.

31
Poi Allah gli inviò un corvo che si mise a scavare la terra per mostrargli come nascondere il cadavere di suo fratello. Disse: «Guai a me! Sono incapace di essere come questo corvo, sì da nascondere la spoglia di mio fratello?». E così fu uno di quelli afflitti dai rimorsi.

32
Per questo abbiamo prescritto ai Figli di Israele che chiunque uccida un essere umano, salvo il caso d’un errore o d’una disgrazia, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità.

Per “Figli d’Israele” s’intendono tutti gli uomini. Lo preciso per evitare che qualcuno rigiri la sura verso un significato anti ebraico che non esiste. Mi dispiace per i guerrafondai, i terroristi e gli ipocriti (c’è un’altra bella sura dedicata a loro), ma il Dio originario degli ebrei, dei musulmani e dei cristiani, è lo stesso e parla, attraverso libri diversi, scritti da uomini diversi, a tutti.
E questo può solo indurci a riflettere che dalle diversità, potrebbero nascere le ragioni di un confronto che ci migliori, tutti.

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