NEVICA!
Tutta questa neve, tutto questo gelo che assale e copre ogni cosa. Sembra che nemmeno il sole abbia più il diritto di scaldarci. Questa non è la neve dell’infanzia che stupisce e regala l’incanto di una bianca meraviglia piovuta dal cielo. Questa è la neve che tormenta e porta ansia, paura del futuro, noia del presente.
Ah! comme la neige a neigé!
Ma vitre est un jardin de givre.
Ah! comme la neige a neigé!
Qu'est-ce que le spasme de vivre
À la douleur que j'ai, que j'ai!
Tous les étangs gisent gelés,
Mon âme est noire: Où vis-je? Où vais-je?
Tous ses espoirs gisent gelés:
Je suis la nouvelle Norvège
D'où les blonds ciels s'en sont allés.
Pleurez, oiseaux de février,
Au sinistre frisson des choses,
Pleurez, oiseaux de février,
Pleurez mes pleurs, pleurez mes roses,
Aux branches du genévrier.
Ah! comme la neige a neigé!
Ma vitre est un jardin de givre.
Ah! comme la neige a neigé!
Qu'est-ce que le spasme de vivre
À tout l'ennui que j'ai, que j'ai!...
(Soir d'hiver di Émile Nelligan, poeta québecois, 1879-1941)
È talmente bella così, in francese, che non mi va di tradurla… Se però qualcuno vuol farlo può, in zona commenti.
Di Emile Nelligan però bisognerebbe parlarne almeno un poco. Ecco una breve nota biografica:
Nato il 24 dicembre del 1879 a Montréal, Émile Nelligan è il più famoso poeta quebecchese. Non dimostra alcun interesse per gli studi scolastici e si dedica solamente alla poesia. A 16 anni scopre i romantici ((Lamartine, Musset, Millevoye). Lascia la scuola con grande disappunto dei genitori. La sua prima poesia, firmata con lo pseudonimo di Émile Kovar viene pubblicata il 13 giugno 1896 su «Le Samedi». Con lo stesso pseudonimo altre otto sue poesie nei tre mesi successivi. Il 10 febbraio 1897, il giovane Nelligan diviene membro della École littéraire de Montréal. Il 9 dicembre 1898 recita per la prima volta alcune sue poesie in pubblico al castello Ramezay. È il suo momento di gloria, ma il suo umore non migliora. Le sue crisi depressive si fanno via via più frequenti. Il 9 agosto 1899, su richiesta del padre, Nelligan viene condotto a Longue-Pointe e internato nell’ospedale Saint-Benoît-Joseph-Labre. I dottori gli diagnosticano una «degenerazione mentale», una forma di schizofrenia incurabile. Trascorre più di 42 anni da internato. Il 18 novembre 1941, Émile Nelligan muore all’ospedale psichiatrico Saint-Jean-de-Dieu. Ma la sua scomparsa, come spesso accade, segna la nascita del suo mito. La sua opera incompiuta affascina il pubblico e la sua notorietà arriva in Francia e Belgio. L’opera di Nelligan è diventata un classico della letteratura québécoise.





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