Si comincia
Si comincia così, senza sapere esattamente perché, a lanciare bottiglie o lattine con qualche rotolo di carta scritta, virtuali, naturalmente. “E il naufragar m’è dolce in questo mare”, ma anche: “Onda su onda, il mare mi porterà”…
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Una volpe che non aveva mai visto un leone, la prima volta che per caso se lo trovò davanti, provò un tale spavento alla sua vista che quasi ne morì. Avendolo però incontrato una seconda volta, si spaventò sì, ma non proprio come la prima. Quando poi lo vide per la terza volta, trovò tanto coraggio da avvicinarglisi e da attaccare persino discorso. La favola mostra che l’abitudine rende tollerabili anche le cose spaventose. (Esopo)
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Ci si abitua a tutto, è, purtroppo, vero.
S’impara a non vedere e sorridere, venire a patti, arrangiarsi, colludere, fingere, accettare le ingiustizie, minimizzare i diritti calpestati e credere alla triviale, furbesca propaganda mediatica. Siamo nella bocca del leone e c’illudiamo che tutto vada bene; ognuno pensa: “io mi salverò, in culo a tutti gli altri”.
Quando il leone chiuderà la bocca, sarà troppo tardi, per tutti.
Noi non desideravamo che qualcosa accadesse.
Comprendevamo la privata catastrofe,
La perdita personale, la generale miseria,
Vivendo e in parte vivendo;
Il terrore di notte che termina nell'azione diurna,
Il terrore di giorno che termina nel sonno;
Ma la chiacchiera al mercato, la mano sulla scopa,
Il notturno cumulare la cenere,
Il combustibile messo sul fuoco sul far del giorno,
Questi atti segnavano un limite al nostro soffrire.
Ogni orrore aveva la sua definizione,
Ogni pena aveva una sorte di fine:
In vita non c'è tempo per addolorarsi a lungo.
Ma questo, questo è fuor della vita, questo è fuor del tempo,
Una istante eternità di male e d'ingiustizia.
Noi siamo sporchi d'una sozzura che noi non possiamo nettare, congiunta a soprannatural verminaia.
Noi siamo noi soli, non è la casa, non è la città, che siamo sozzi,
Ma è il mondo che è tutto sozzo.
Pulite l'aria! Nettate il cielo! Lavate il vento! Togliete la pietra dalla pietra, togliete la pelle dal braccio, togliete il muscolo dall'osso, e lavateli. Lavate la pietra, lavate l'osso, lavate il cervello, lavate l'anima, lavateli lavateli!
(da Thomas Stearns Eliot, Murder in the Cathedral, in Beppe Fenoglio, Quaderno di traduzioni, a cura di Mark Pietralunga, Giulio Einaudi Editore)





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